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BookCity Milano 2018 – Il racconto

Un’altra edizione di BookCity è giunta al termine. Da Milano Città Creativa per la Letteratura Unesco al Premio Babel-Laboratorio Formentini, gli eventi ospitati dal Laboratorio sono stati dedicati in parti come sempre tutti i mestieri editoriali, dalla traduzione alla scrittura, dalla storia editoriale al graphic novel italiano.

Venerdì 16 novembre

La giornata di venerdì è iniziata con il primo dei due incontri dedicati a Milano e Dublino Città Creative della Letteratura Unesco. Al racconto dell’esperienza irlandese si è affiancata la presentazione delle prime mappe letterarie di Milano, prodotte dalla  nell’ambito del nostro primo progetto a carattere nazionale “Narrazione letteraria di Milano: città di scrittori, lettori ed editori“. Il progetto mira a dotare la città di Milano di un serie di mappe accessibili mediante un portale web evoluto, che rappresenteranno, in diverse scale e ad un diverso dettaglio, la dimensione quantitativa e qualitativa del sistema letterario-editoriale in stretto rapporto con la città.

 

Protagonista dell’ultimo incontro il graphic novel italiano: ne hanno ricostruito la storia Giovanni Russo, curatore del numero di “CARTADITALIA” e collaboratore del Lucca Comics & Games, Matteo Stefanelli, professore universitario, saggista, blogger e critico italiano e  Paolo Grossi, direttore della rivista “CARTADITALIA”.

 

Sabato 17 novembre

Da una riflessione sulle sfide dell’ufficio stampa nel mondo della comunicazione digitale, al secondo incontro dedicato a Milano e Dublino Città Creative per la letteratura Unesco alla storia dell’arte in casa Einaudi ricostruita attraverso la figura dello storico consulente editoriale Giulio Carlo Argan, anche la giornata di sabato è stata ricca di appuntamenti.

Domenica 18 novembre

“Era una notte buia e tempestosa..”: l’ultima giornata di BookCity è iniziata con gli incipit celebri, a cui è seguito un appuntamento dedicato alla collana le Signorine, che ha restituito una testimonianza non solo letteraria della concezione della donna e della famiglia tipici della prima metà del novecento.

Sciatteria, eccessivo ricorso alla retorica e a un linguaggio inutilmente complicato: nel pomeriggio, Claudio Giunta ha provato a spiegare come scrivere bene partendo da come “non” si scrive.

BookCity al Laboratorio si è concluso con la premiazione di Elisa Tramontin, vincitrice del premio Babel-Laboratorio Formentini 2018. Tramontin ha vinto con “Lascia fare a me” di Mario Levrero (La nuova frontiera) tradotto dallo spagnolo uruguaiano. La giuria, composta da Ilide Carmignani, @Franca Cavagnoli, Yasmina Mélaouah, Ada Vigliani, le ha assegnato il premio all’unanimità.
I complimenti delle giurate anche alle due finaliste Francesca Bononi e Daniela De Lorenzo.