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Poetica dell’equivoco: Piera Oppezzo

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  • Category: Poesia 
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a cura di Giancarlo Majorino

Prendendo avvio dal volume “Piera Oppezzo, Una lucida disperazione” (Interlinea, 2015), Giancarlo Majorino, Luciano Martinengo e Giulia Niccolai in una tavola rotonda sui versi di Piera Oppezzo, poetessa milanese scomparsa poco più che trentenne nel 1966.

L’autrice: Piera Oppezzo, nata a Torino il 2 agosto 1934, è vissuta a Milano dal 1966. Ha fatto la sarta (da ragazzina), la commessa, la dattilografa, la collaboratrice editoriale (Einaudi, Rai, Feltrinelli, Guanda, SE). Militante extraparlamentare negli anni sessanta, ha poi partecipato a un gruppo di autocoscienza femminista. A metà degli anni settanta ha organizzato con altre donne il collettivo “Pentole e fornelli” girando l’Italia con uno spettacolo di canzoni e testi vari. Dopo alcune coabitazioni, è andata a vivere da sola in un appartamento della storica casa occupata di via Morigi 8 e, negli ultimi due anni, in una casa “protetta” del Comune in corso Lodi. È morta in solitudine il 19 dicembre 2009 nell’Eremo di Miazzina, sul lago Maggiore.