Fondazione Mondadori e Noir in festival (in programma a Milano dal 30 novembre al 5 dicembre) celebrano insieme Ed McBain con un convegno in occasione dei cento anni dalla nascita dello scrittore italo-americano, autore del Distretto di Polizia più celebre della storia della letteratura crime.
McBain (pseudonimo di Salvatore Lombino), definito da Stephen King «uno degli scrittori più influenti della seconda metà del ‘900», nel 1996 venne insignito del Raymond Chandler Award al Noir in Festival allora a Courmayeur.
Il convegno “I mille volti di Ed McBain” sarà accompagnato dall’esposizione in digitale di materiali d’archivio legati alle pubblicazioni italiane e alcuni libri della collezione personale di Oreste del Buono legati al maestro del procedural americano.
L’evento avrà inizio alle 18:30, sarà curato da Luca Crovi e condotto da Giacomo Papi. Interverranno Franco Forte, direttore del Giallo Mondadori, Gian Andrea Cerone, scrittore, Giampaolo Simi, scrittore e sceneggiatore di fiction, Gianfranco Orsi, storico direttore del Giallo Mondadori e amico personale di McBain, Fabiana Fiengo, disegnatrice, Giovanni Zucca, saggista e traduttore di noir.
Ci saranno, inoltre, dei contributi video di Piergiorgio Pulixi, Maurizio De Giovanni e Gabriella Genisi.
Si racconterà il rapporto dell’autore americano con il cinema, la letteratura, la televisione e il fumetto. Oltre all’attività di scrittore di romanzi, McBain ha collaborato come sceneggiatore di Marnie e Gli uccelli per Alfred Hitchcock ed è stato di grande ispirazione per diversi registi, da Kurosawa a Spike Lee. Ci sono saghe letterarie che non sarebbero mai esistite se non fossero passate dalle sue suggestioni, come I Bastardi di Pizzofalcone in cui lo scrittore Maurizio de Giovanni ha reinventato i modelli dell’87° Distretto spostandoli nella sua Napoli.
Il dibattito si concentrerà anche sul rapporto tra la verità del crimine e l’invenzione narrativa nelle sue opere in linea con il tema che dà il titolo alla stagione VEROFALSO della Fondazione Mondadori.
Come scriveva McBain all’inizio dei suoi romanzi polizieschi:
La Città descritta in queste pagine è immaginaria. Persone e luoghi sono tutti inventati. Solo le procedure della polizia sono basate su autentiche tecniche investigative.