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Stelle dell’editoria – Poeti e poetesse I

Benvenuti su LaLaLab, questa è Stelle dell’editoria, la rubrica astrologica dedicata alla (ri)scoperta di scrittori, poeti, letture e protagonisti del mondo editoriale, disponibile a partire da oggi, tutti i lunedì alle 16.30.

A distanza di due giorni dalla Giornata mondiale della Poesia, noi vi proponiamo un oroscopo ispirato ai poeti e alle poetesse. Buona lettura!

 

ARIETE

Tra tutti i segni, l’Ariete è quello che maggiormente soffre la solitudine e la mancanza del contatto fisico. Perché è un segno carnale e passionale che cerca di esprimere se stesso soprattutto attraverso il corpo. Pensiamo ad Alda Merini, dell’Ariete, che nei suoi versi affronta liberamente il rapporto con la sessualità: se nelle prime raccolte il corpo viene considerato un limite e l’irrefrenabile desiderio sessuale viene guardato con biasimo, nella raccolta più nota e importante, Terra Santa, l’uno e l’altro vengono rimpianti («…quando scrivo / chino il capo nella polvere / e anelo il vento, il sole, / e la mia pelle di donna / contro la pelle di un uomo»), il desiderio sessuale viene dichiarato («Ho acceso un falò / nelle mie notti di luna / per richiamare gli ospiti / come fanno le prostitute / ai bordi di certe strade») e l’atto sessuale stesso viene infine esaltato: «Gli inguini sono la forza dell’anima /[…] Perdersi nella giungla dei sensi, / asfaltare l’anima di veleno, / ma dagli inguini può germogliare Dio». Caro Ariete, tornerà il momento per esprimere tutta la tua sensualità. Fino ad allora, lasciati ispirare dalla poetessa dei Navigli, che nella privazione ha trovato la più alta espressione della sua anima. Scoprirai che l’amore, come ogni altro sentimento, si può esternare in modi molto diversi: scrivendo, leggendo, cantando… Qui un bellissimo esempio.

TORO

Capitano periodi, giorni, istanti in cui il Toro, affezionato alla solidità e prevedibilità della terra, si trovi improvvisamente sommerso dalle «acque oscure» del dubbio. Ciò avviene quando si trova ad affrontare situazioni che sfuggono al suo controllo e al suo sapere: situazioni che richiedono eccezionalmente supporto esterno, un appiglio, per trovare la forza di comprendere la crisi, superarla e riemergere, con una maggiore consapevolezza e la soddisfazione di aver riportato l’equilibrio nella propria vita. Pensiamo a Margherita Guidacci, caro Toro: la poetessa è riuscita a dare una struttura, un ordine al dolore, concependo una raccolta straordinaria: Neurosuite, un viaggio nell’inferno dell’esperienza manicomiale che termina però con il ritorno nel «chiaro mondo», attraverso la conoscenza del dolore e la sua accettazione: «Dio mi ha chiamata ad arricchire il mondo / decretandone il semplice strumento: / basta un opaco granello di sabbia / e intorno il mio dolore iridescente!»

Toro, noi crediamo che in questi giorni l’aiuto possa arrivare proprio dalla poesia: recupera una raccolta di Margherita Guidacci, ad esempio, siamo sicuri ti saprà rincuorare.

Potete cominciare da L’acqua si lamenta, la poesia letta dalla stessa Guidacci in occasione di una sfida poetica con Valerio Magrelli, durante la puntata del programma L’acquilone.

GEMELLI

I Gemelli sono il segno dell’ambiguità. Possono dire una cosa e pensarne un’altra, esprimere un’opinione e contraddirsi un attimo dopo. In loro difesa, possiamo sostenere che non dipenda dalla una subdola volontà, ma dalla loro natura. Un poeta del segno? Ma Walt Whitman naturalmente! Ricorderete questi celebri versi: «Mi contraddico? Benissimo, allora mi contraddico. Io sono vasto, contengo moltitudini.»

Nella sua Foglie d’erba, che dalle 12 poesie dell’edizione originaria (1855) raggiunse le oltre 400 di quella definitiva (1891-92), il poeta raccolse componimenti diversi per temi, concezione e stile, arrivando a intonare un canto che celebra tutto il Creato: «Io celebro me stesso, e canto me stesso / e ciò che io presumo, tu presumerai / perché ogni atomo che mi appartiene, appartiene anche a te», «Siamo ciò che l’atmosfera è, trasparente, ricettiva, / pervia, impervia, / siamo neve, pioggia, freddo, buio, siamo ogni prodotto, / ogni influenza del globo».

In tutto questo, però, cari Gemelli, correte anche il rischio di perdervi, di affrontare nella vostra libertà, nella possibilità di dire ed essere tutto, un senso di vuoto, di superficialità. Quando questo avviene, fate riferimento al grande poeta americano: «Che cosa c’è di buono in tutto questo, ahimè, ah vita? / Risposta. / Che tu sei qui – che esiste la vita e l’individuo, / Che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi con un verso».

Per conoscere meglio l’America di Walt Whitman potete ascoltare questo podcast, a cura di Mario Corona.

CANCRO

Arguto e tenace, il Cancro tende a rilevare le informazioni essenziali della realtà, compiendo al contempo un processo di selezione che lo porta a scartare categoricamente il superfluo. Un modus operandi che applica placidamente a ogni aspetto della propria vita, apparendo spesso inflessibile, imperturbabile. Ma quella del Cancro è solo apparenza, perché la vera lotta avviene all’oscuro, nel dietro le quinte, e forse anche inconsciamente. Ciò che restituisce all’esterno, e a se stesso, è solamente l’esito, il risultato di una spietata pulizia dal dramma, che nessuno può più contestare. Ed ecco che il suo stile di vita si presenta al mondo molto più semplice, più impermeabile, di quello che è realmente: «Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo. / Ascolta / come mi batte forte il tuo cuore», scrive la poetessa polacca Wislawa Szymborska, i cui versi, caratterizzati dalla linearità e dall’assenza di artificio, esprimono la meraviglia derivata dall’attenzione alle piccole cose e confessano – come in questo caso – la tendenza a tacerla.

Cari lettori, crediamo sia giunto il momento di riprendere in mano le poesie della Szymborska, per indagare e comprendere cosa – e quanto – si possa celare dietro l’apparente semplicità dei nostri amici Cancro. A cominciare da questo documentario.

LEONE

«Nel mio cuore c’è un uccello azzurro / che vuole uscire, / ma con lui sono inflessibile, / gli dico: rimani dentro, non voglio che / nessuno ti veda» recita la prima strofa di Bluebird (L’uccello azzurro, di cui di suggeriamo una versione animata), una delle poesie più note di Charles Bukowski, pubblicata per la prima volta nel 1992 nella raccolta Last night of the Earth Poems (Le poesie dell’ultima notte della Terra). L’«uccello azzurro» simboleggia il dolore che il poeta vuole tenere nascosto al resto del mondo. Così stringe un «patto segreto» con lui: lo libera solo la notte, quando tutti dormono. («Gli dico: lo so che ci sei, / non essere triste / poi lo rimetto a posto, / ma lui lì dentro un pochino canta, / non lo faccio morire del tutto, / e dormiamo insieme così / col nostro patto segreto, / ed è così grazioso da far piangere / un uomo, ma io non piango, / e voi?»)

Caro Leone, sei noto per il tuo orgoglio, il tuo coraggio e la tua risolutezza, ma a tutti è concesso un momento di debolezza. Esprimi le tue emozioni, apriti, nessuno ti giudicherà!

Per conoscere meglio la figura di Bukowski e il suo pensiero, potete leggere la Frankenstein Interview realizzata da Rivista Studio, un collage di risposte date dal poeta in 20 diverse interviste.

VERGINE

Le persone del segno devono costantemente fare i conti con l’ossessione della programmazione: non importa che si tratti di una singola giornata, di una vacanza, di un piano di lavoro o di un’intera vita; tutto dev’essere regolato da scadenze e condizioni. Questo Vergine, come avrai già imparato, non può applicarsi ai sentimenti, motivo per cui: 1. ti senti a volte sopraffare da essi; 2. trovi difficile ed estenuante gestire i rapporti; 3. ti senti spesso solo e incompreso, vinto nella tua intelligenza dall’incontrollabile – e quindi insopportabile – sfera emotiva.

Se cerchi comprensione, cara Vergine, la troverai nella lettura delle poesie di Cesare Pavese, uno dei maggiori intellettuali del dopoguerra, rimasto profondamente ferito dalle delusioni delle proprie relazioni sentimentali, ultima quella con l’attrice americana Constance Dowling, che ha ispirato la raccolta Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (pubblicata postuma nel 1951).

Se cerchi una soluzione al problema, invece, ti consigliamo di cercarla nelle poesie di un Toro o di un Cancro (leggi sopra).

Per conoscere meglio la figura di Cesare Pavese ti consigliamo questi contenuti.

BILANCIA

Ricordate la poesia I limoni di Eugenio Montale? Il componimento si apre con una presa di distanza dall’artificio e dall’erudizione ostentata: alle «piante dai nomi poco usati», come bossi ligustri e acanti, scelte dai «poeti laureati», Montale preferisce le strade che portano ai fossi erbosi, dove i ragazzi agguantano nelle pozzanghere quasi secche piccole anguille, i sentieri che seguono gli orli dei fossi, discendono tra i ciuffi delle canne e si immettono negli orti, tra gli alberi di limoni.

Proprio l’odore dei limoni, un odore semplice legato alla terra, è la sua ricchezza, la ricchezza della gente comune, una tregua dai conflitti interiori e dalle sofferenze.

Ovunque tu ti trovi, cara Bilancia, sia pure in una città rumorosa, «dove l’azzurro si mostra soltanto a pezzi», il tuo compito è quello di trovare il «giallo dei limoni», qualcosa che ti regali un senso di pace e serenità (la poesia, per esempio?).

Qui invece tre poesie lette e commentate dal poeta.

SCORPIONE

Sylvia Plath, la poetessa-icona americana, scrisse le quaranta poesie di Ariel, la sua raccolta più famosa (pubblicata postuma nel 1965), nell’arco di due mesi: «Vivo come una spartana, scrivo in preda a una febbre e produco quello che per anni avevo chiuso a chiave dentro di me. Mi sento stordita e molto fortunata. Continuavo a dirmi che ero il tipo che riusciva solo a scrivere quando era tranquilla e in pace, ma non è vero, la musa è venuta qui, adesso che Ted se n’è andato». Sì, l’ispirazione giunse solo dopo la separazione dal marito, il poeta Ted Hughes, che non volle interrompere la relazione con l’amante, Assia Wevill. Perché ti sto raccontando la storia di Sylvia Plath, Scorpione? Perché il suo caso porta alla luce un problema comune alle persone del tuo segno: l’incapacità di comunicare le emozioni. Vi tenete tutto dentro, lasciate che ribolla al vostro interno, fino al giorno in cui esplodete.

Caro Scorpione, ti affidiamo un compito per questo periodo: ritagliati il tempo per condividere le tue emozioni, i tuoi dubbi, le tue preoccupazioni, con garbo e pacatezza. Noi ne siamo certi: farà bene a te, e a chi ti sta intorno.

SAGITTARIO

Ti vediamo, caro Sagittario, programmare istericamente viaggi per i prossimi tre anni. Non ti biasimiamo, ma vogliamo provare ad aiutarti. Come? Attraverso la poesia. Sicuramente avrai sentito parlare di Emily Dickinson, la poetessa che dopo i trent’anni scelse di recludersi in una stanza nella casa paterna ad Amherst, nel Massachusetts. Pare che parlasse con i rari visitatori attraverso lo spiraglio della porta! Penserai che le bizzarre scelte di una donna vittoriana non abbiano niente a che fare con te, e che anzi contrastino con il tuo spirito ribelle, ma ti sbagli: primo, perché, nonostante sia a lungo passata – a causa della manipolazione messa in atto dai familiari dopo la sua morte – l’immagine della timida zitella, dagli anni ’70, grazie al lavoro di autori e critici, la personalità tutt’altro che pallida della Dickinson è riemersa, portando alla luce passione, erotismo e ribellione; secondo, perché la scelta dell’isolamento altro non era che affermazione della propria libertà. Nel suo piccolo angolo di mondo, Emily Dickinson esplorò ogni particella della sua anima e arrivò a toccare ogni aspetto della realtà, dai grandi temi esistenziali (amore, morte, eternità) a quelli più piccoli, nascosti sotto l’apparente banalità quotidiana («Mi annodo il cappello ‒ mi aggiusto lo scialle ‒ / I piccoli doveri della vita ‒ precisi ‒ / li compio come se anche il più insignificante/ fosse immenso per me»).

Lasciati ispirare dai versi di Emily Dickinson, Sagittario, e ricorda: quello che stai compiendo è solo un altro tipo di viaggio.

CAPRICORNO

Nel 1897 sulla rivista Il Marzocco, Giovanni Pascoli pubblicava i primi capitoli de Il fanciullino, scritto in cui dava una definizione della poesia ed esplicitava la poetica del fanciullino, simbolo di quella candida innocenza che sopravvive nell’uomo adulto e delle potenzialità latenti di scrittura poetica nel fondo dell’animo umano. Il fanciullino, infatti:

  • rimane piccolo anche quando noi ingrossiamo e arrugginiamo la voce ed egli fa sentire il suo tinnulo squillo come di campanella;
  • piange e ride senza un perché di cose, che sfuggono ai nostri sensi ed alla nostra ragione;
  • guarda tutte le cose con stupore e con meraviglia, non coglie i rapporti logici di causa – effetto, ma intuisce;
  • scopre nelle cose le relazioni più ingegnose;
  • riempie ogni oggetto della propria immaginazione e dei propri ricordi (soggettivazione), trasformandolo in simbolo.

Caro Capricorno, quale momento migliore per risvegliare il fanciullino e dedicargli il proprio tempo! Tendi l’orecchio, ascoltalo, siamo sicuri si rivelerà un alleato prezioso.

ACQUARIO

Nonostante alcuni rari – normali – attimi di cedimento, nei momenti di maggior difficoltà il segno dell’Acquario esprimerà tutto il suo spirito battagliero e la sua saggezza, colpito profondamente anche solo dall’idea che qualcuno o qualcosa possa limitare la sua libertà. Ecco allora che inevitabilmente il nostro pensiero si dirige al poeta Giuseppe Ungaretti, dell’Acquario. Il grande poeta trovò nelle atrocità della guerra, nella precarietà dell’esistenza, la tensione verso la vastità della vita («M’illumino / d’immenso»), lo slancio vitale verso il senso più profondo dell’Essere: «Non sono mai stato / tanto / attaccato alla vita». Pensiamo sia questo, caro Acquario, l’approccio che dovresti adottare nei prossimi giorni: lasciati ispirare dai versi di Ungaretti, ritrova il tuo slancio vitale e coltivalo, giorno per giorno.

PESCI

Chissà cosa sta accadendo nella testa dei cari Pesciolini. Saranno tormentati dalla paranoia? Sopraffatti dalle emozioni altrui, dalle proprie? O staranno dando sfogo alla loro creatività? Temiamo, amici lettori, che si stiano verificando tutte e tre le cose insieme. Dotati di una rara sensibilità, i Pesci vengono raggiunti nel loro acquario dai vostri pensieri, dalle vostre sensazioni, captano l’eco delle emozioni esterne, mentre vedono stagliarsi sul vetro – e amplificarsi – le proprie. Una condizione che li rende distratti, ansiosi, pessimisti, ma che li abitua da subito al dolore, al senso di smarrimento e, in alcuni casi, alla catastrofe. Scoprirete infatti che nei momenti di maggior difficoltà i Pesci tireranno fuori il meglio, sfruttando il loro più grande talento: convertire l’emozione in stimolo, e lo stimolo in arte. Come non pensare dunque, al grande Pasolini, poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, drammaturgo, giornalista, ma anche pittore, filosofo, linguista, traduttore…? Per questa settimana dedichiamoci alla sua poesia: potremmo imparare ad ascoltare gli echi contraddittori del mondo e forse, chi lo sa, a convertirli in arte.

Ti suggeriamo questo interessante spezzone tratto da Comizi d’amore, in cui Pier Paolo Pasolini intervista Giuseppe Ungaretti.