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Stelle dell’editoria – Protagonisti del mondo editoriale

Benvenuti su LaLaLab, questa è Stelle dell’editoria, la rubrica astrologica dedicata alla (ri)scoperta di scrittori, poeti, letture e protagonisti del mondo editoriale, disponibile tutti i lunedì alle 16.30.

Oggi vi proponiamo l’oroscopo ispirato ai grandi protagonisti del mondo editoriale.

 

ARIETE

Arieti coraggiosi, combattenti, dotati di grande forza interiore e soprattutto determinati.
Leone Ginzburg, l’intellettuale antifascista, fondatore insieme a Cesare Pavese, Norberto Bobbio, Massimo Mila e Giulio Einaudi della famosa casa editrice caratterizzata dall’emblema dello struzzo, incarna perfettamente queste qualità. Caparbio nel proprio impegno politico, con il rifiuto del giuramento di fedeltà al regime imposto dal governo fascista ai liberi docenti, seguito dalla militanza in «Giustizia e Libertà», la carcerazione e il lavoro clandestino nel Partito d’Azione. Determinazione che non lo abbandona nemmeno durante il confino e, dopo il 25 luglio, durante l’impegno nella Resistenza romana, conclusosi con il suo arresto e con la morte a Regina Coeli, nel Braccio del carcere controllato dai nazisti.
Ma Leone Ginzburg fu anche un instancabile suscitatore culturale, del cui lavoro purtroppo ci sono rimaste poche tracce, come ricorda Marisa Diena, ebrea antifascista e partigiana, in un’intervista rilasciata ad Angelo D’Orsi: “Sai cosa mi ha stupito? Che di Leone sia rimasto così poco […] Leone rimane per il ricordo dei suoi amici, ma se no… […] Era autorevole, certo, sono d’accordo. Quello che stupisce è la sproporzione tra l’autorevolezza e l’influenza che lui ha avuto sui contemporanei e quello che è rimasto”.
Arieti lettori, dimostrate a voi stessi e agli altri il coraggio (di cui siete ambasciatori) di perseguire i vostri obiettivi, nonostante gli ostacoli che inevitabilmente vi si presenteranno davanti.
Nel tentativo di restituire un ritratto accurato di una figura così importante per la nostra storia noi vi consigliamo la lettura di L’intellettuale antifascista. Ritratto di Leone Ginzburg scritto da Angelo D’Orsi e edito da Neri Pozza, perché in tempi straordinari servono esempi straordinari.

TORO

Caro Toro, sei affabile e disponibile, ma quando decidi che qualcosa deve cambiare non ci sono scuse che tengano. Questo è un grande pregio, che può portare alla realizzazione di imprese altrettanto grandi, come l’avvio di un’attività editoriale che si prefigge l’intento di contribuire alla valorizzazione culturale del Mezzogiorno e di “cooperare con tutte le nostre forze a rendere la nostra Bari nota tra le citta d’Italia non solo come emporio industriale e commerciale ma anche come centro di cultura”. Quella che ho appena citato è la circolare datata 10 maggio 1901 che annunciava la fondazione della Casa editrice Giuseppe Laterza & Figli, con la quale Giovanni Laterza, del Toro, intendeva proseguire l’attività tipografica e libraria già intrapresa nel paese natale di Puntignano undici anni prima.
Grazie alla fondamentale collaborazione di Benedetto Croce, di cui Laterza pubblicherà quasi tutte le opere e la celebre rivista, La critica, la casa editrice riuscirà a imporsi in una fase in cui l’editoria italiana, nell’ambito dello sviluppo economico del Paese di inizio secolo, conosceva una discreta espansione e si avviava sulla strada dell’industrializzazione, fino a diventare lo strumento attraverso il quale Croce attuerà quel programma di “generale risveglio dello spirito filosofico”.
Caro Toro, trai ispirazione da Laterza (qui il podcast 388 a lui dedicato), noi crediamo sia arrivato il momento di realizzare una tua grande impresa.

GEMELLI

Katharine Graham manifesta da subito la passione per il giornalismo, ma come successore del padre, editore del Washington Post, viene designato suo marito, Philip Graham. “A quel tempo, naturalmente, l’unico erede possibile sarebbe stato un maschio,” scriverà lei nella sua biografia. Così, Katharine si trova a interpretare il ruolo di ricca casalinga, figlia di un magnate dell’editoria, madre di quattro figli e moglie del nuovo editore del Washington Post. Fino al 1963, quando la morte del marito rimescola le carte in gioco: Katharine Graham si trova improvvisamente alle prese con la prima decisione cruciale della sua vita: vendere il giornale o prenderne le redini. Nonostante amici e collaboratori le consiglino di tirarsi indietro, Katharine assume il comando del giornale e nove anni più tardi lo guida verso quella che è ritenuta una delle più grandi inchieste giornalistiche di tutti i tempi: la serie di articoli e di pubblicazioni passate alla storia con il nome di Watergate, che costrinsero alle dimissioni il presidente Nixon. Un evento che cambierà il corso della storia degli Stati Uniti, diventando anche simbolo della potenza di una stampa libera.
Cosa vogliamo suggerirvi con la storia di Katharine Graham? Voi potete prendere molte strade, cari Gemelli, ma solo una vi porterà alla piena realizzazione di voi stessi: a voi il compito di individuarla e trovare il coraggio di imboccarla.

Se vi abbiamo incuriosito e desiderate approfondire la vicenda di Katherine Graham qui trovate The Post, il film diretto da Steven Spielberg che racconta la storia della pubblicazione dei “Quaderni del Pentagono”, avvenuta all’inizio degli anni Settanta sul Washington Post.

CANCRO

Caro Cancro, forse ti sarà capitato di imbatterti nel nome di Erich Linder, tra le più autorevoli e influenti figure dell’editoria europea, l’agente letterario che rappresentò, tra gli altri, autori del calibro di Ezra Pound, Thomas Mann, James Joyce, Franz Kafka e Philip Roth.
Quello che probabilmente ignori è il percorso che lo portò a diventare agente letterario: all’età di 12/13 anni trascorse un’intera estate a letto a causa della nefrite, annoiandosi a morte e leggendo un’incredibile quantità di giornalini per bambini. Sorse in lui in quel periodo la curiosità di sapere come venisse realizzato un giornale e, guarito dalla nefrite, andò a visitare la redazione di un giornale per bambini, “e da li sono finito, sembra strano, in editoria. Io sono ebreo. Nel 1939/40 mio padre finì in campo di concentramento in Italia e non posso dire che ci fosse molto danaro in famiglia: io dovevo lavorare e allora questi conoscenti che mi ero fatto nel campo dei giornali per ragazzi, per bambini, mi indirizzarono verso degli editori e poiché sapevo il tedesco mi furono dati dei libri da tradurre. […] immediatamente dopo la fine della guerra io lavoravo da Bompiani, a cui devo molta gratitudine perché mi ha insegnato a lavorare – però evidentemente non ho un carattere che si adatti a lavorare sotto qualcuno, e i miei amici dell’Agenzia Letteraria Internazionale mi proposero di lavorare non sotto di loro, ma con loro, e così sono entrato nell’Agenzia nel 1946” (dall’intervista radiofonica a cura di Enrico Romero, che puoi trovare qui, insieme ad altre interviste). Nel 1951 Erich Linder assunse la presidenza e sotto la sua guida l’Agenzia Letteraria Internazionale divenne tra le più importanti agenzie letterarie al mondo.
Noi crediamo, caro Cancro, che la storia di Erich Linder possa esserti d’ispirazione in questo periodo, perché, vedi, si verificano eventi che sembrano in un primo momento limitarci, ma che col tempo si rivelano tappe fondamentali di un percorso importante: cogli il momento per organizzarti e farti trovare pronto per quando dovrai finalmente intraprenderlo.

LEONE

Il Leone è un lavoratore instancabile perché considera il lavoro come un riflesso di se stesso, come un’opera d’arte attraverso la quale il resto del mondo può conoscerlo davvero. “Work imitates life” si potrebbe dire, e come non pensare a Elio Vittorini, autore, traduttore, critico letterario, uno dei più grandi e complessi protagonisti del mondo editoriale italiano, che ha espresso la sua personalità e il suo pensiero nelle sue opere quanto, se non più, nella sua attività editoriale. Attività che lo ha visto collaborare con i più grandi editori del periodo: Mondadori, Bompiani ed Einaudi, occuparsi di tutte le fasi della produzione dei libri (come lettore di testi narrativi proposti per la pubblicazione, direttore di collana, estensore di scritti editoriali) e fondare una delle riviste più famose e importanti dell’immediato dopoguerra: Il Politecnico.
Caro Leone, siamo sicuri che dopo questa brevissima introduzione sia sorto in te il forte desiderio di approfondire la figura di Vittorini. Hai tutto il nostro appoggio: potresti partire da qui.

VERGINE

Immaginiamo conosciate il nome di F.S. Fitzgerald, e Ernest Hemingway, e Thomas Wolfe. E Maxwell Perkins? Probabilmente no. “L’editor dei geni” come lo ha definito Andrew Scott Berg nel libro omonimo a lui dedicato, ha scoperto e pubblicato, nel suo lavoro di editor per la Scribner’s, i tre personaggi celebri citati prima: Il Grande Gatsby, Il vecchio e il mare e Il fiume e il tempo, per fare solo degli esempi, li dobbiamo – almeno in parte e per come li conosciamo – a lui. Il rapporto con Thomas Wolfe è stato probabilmente il più interessante e controverso della sua carriera. Wolfe era uno “spirito turbolento”, un’esplosione di parole, un fiume in piena di emozione e ispirazione. Perkins, però, ne colse il raro talento e si attivò per arginarlo e concentrarlo, portando l’autore a fare i conti con la realtà, il tempo e lo spazio (che lo scrittore sembrava completamente ignorare). Dopo una serie di importanti quanto necessari tagli e revisioni riuscì a pubblicare Angelo, guarda il passato e Il fiume e il tempo. Il “pesante” editing cui verrà sottoposto quest’ultimo sarà motivo di rottura dei rapporti tra Thomas Wolfe e la Scribner’s. Tuttavia, il libro uscì con una dedica a Perkins che vale la pena riportare: «A Maxwell Evarts Perkins, un grande editor e un uomo coraggioso e onesto, che è rimasto accanto all’autore di questo libro in periodi di amara disillusione e dubbio e non ha lasciato che cedesse alla disperazione, è dedicato un libro dal titolo Il fiume e il tempo, con la speranza che esso possa essere in qualche modo degno della devozione leale e della cura paziente che un amico impavido e imperturbato ha dedicato a ogni sua parte».
Perché, Vergine, ti abbiamo raccontato la storia di Maxwell Perkins? Perché potrebbe capitarti di pensare che l’impegno e la fatica non ti stiano portando a niente, che il tuo meticoloso lavoro sia in fondo uno spreco di tempo ed energia, ma ti sbagli: presto la tua eccellenza troverà il riconoscimento che merita.

Per approfondire la storia di Maxwell Perkins ti consigliamo la visione di Genius (film del 2016 diretto da Michael Grandage) oppure la lettura di “Max Perkins. L’editor dei geni” edito da Elliot nel 2013.

 

BILANCIA

La Bilancia è attratta dalla bellezza, dall’armonia e dall’eleganza. Sa praticare l’arte del compromesso, ma tende a ritrarsi dalla polemica e dallo scandalo. Chi era della Bilancia? Valentino Bompiani. L’editore eredita dalle nobili origini alcuni tratti fondamentali: da una parte la signorilità, il gusto, e dall’altra il rigore, la determinazione. Direttore di una piccola casa editrice a Milano, la Unitas, viene licenziato per essersi rifiutato di pubblicare I promessi sposi riscritti dallo scrittore erotico di successo Guido Da Verona. La vittoria nella causa di liquidazione gli fornirà, però, il piccolo capitale per aprire nel 1929 la sua casa editrice.
Nel suo ruolo di editore Valentino Bompiani manifesterà un altro tratto tipico della Bilancia: il bisogno di riferimenti affettivi forti; racconterà più tardi Livio Garzanti: «Amava troppo i suoi autori, aveva con loro un rapporto troppo personale. Una volta a casa sua mi mostrò una libreria nella quale erano allineati tanti libri rilegati in cuoio: “Vede, sono le mie creature” mi disse, presentandomi le edizioni dei suoi autori, conservate lì come testi sacri». Un bisogno che lo porterà a sentirsi offeso e addolorato quando un autore lo abbandonerà o gli verrà sottratto.
Ti ricorda qualcosa, cara Bilancia? Crediamo che in questo periodo tu debba esprimere tutto il tuo gusto e il tuo senso del bello, e al contempo mitigare la tua possessività.

Qui un’interessante intervista a G. Feltrinelli, V. Bompiani e A. Mondadori, a cura di M. Soldati.

SCORPIONE

Figlio di un ciabattino, durante i primi anni della sua vita Arnoldo Mondadori dovette affrontare le gravi ristrettezze economiche della famiglia. Queste fecero nascere tuttavia in lui un forte desiderio d’emancipazione, che troverà nella tipografia e nell’editoria il suo campo e i suoi mezzi di realizzazione. L’aspirazione all’egemonia nel mercato editoriale e alla personale promozione culturale, dunque, avranno per Arnoldo anche il significato di un riscatto dalle origini.
Arnoldo Mondadori diventerà il più grande e moderno produttore e editore di carta stampata in Italia, il suo catalogo editoriale accoglierà molti tra i maggiori scrittori italiani e stranieri del Novecento, con i quali egli dispiegherà il suo charme seduttivo e la sua signorilità ormai altoborghese. C’è un aneddoto che riassume un po’ tutto questo. Nel 1942, uscendo dalla stanza di Arnoldo dopo aver firmato il contratto che lo avrebbe legato a lui per sempre, Giuseppe Ungaretti dichiara entusiasta: «Conosce la mia opera. Appena sono entrato mi ha detto “maestro, m’illumino d’immenso”».
Pensiamo che Arnoldo Mondadori sia il perfetto modello a cui ispirarsi in questo periodo, caro Scorpione: poniti un obiettivo e perseguilo con determinazione, ma senza dimenticare di sfoderare il tuo charme! Con queste due qualità non esistono obiettivi che tu non possa raggiungere.

SAGITTARIO

In una lettera del 4 marzo 1958 Alberto Mondadori scrive a Giuseppe Ungaretti: “Penso, in tutti questi anni, di aver sempre lavorato non solo tenacemente, ma con passione e coscienza. […] Troppe volte le mie idee, le mie aspirazioni, i miei interessi culturali si sono spezzati contro determinate esigenze. […] ti chiedo di essermi vicino, in questa mia nuova impresa, ti chiedo di darmi il tuo aiuto morale, il tuo credito, il tuo consenso. Non vado cercando battimani amichevoli, ma calore umano, fiducia, affetto: tutte cose che, venendomi da uomini come te, mi aiuteranno a condurre in porto la mia navicella. So che posso, che debbo riuscire, poiché in questa impresa è impegnata la mia intera esperienza vitale e artistica, e tutto il mio avvenire.” L’esperienza vitale e artistica assume un nome in un’altra lettera, scritta il 15 marzo e indirizzata a William Faulkner: “Caro Faulkner, desidero comunicarle una notizia che mi sta molto a cuore e che mi è caro sappiano per prime le persone alle quali va tutta la mia stima, e la mia illimitata considerazione. Ho costituito in questi giorni, realizzando una mia vecchia aspirazione, una casa editrice che si chiamerà il Sagittario, il cui programma sarà abbastanza vasto, e articolato in vari settori. […]  Ricorda le parole con le quali tanto simpaticamente mi dedico una sua fotografia, dopo la sua ultima visita a Milano? Esse dicevano che Alberto Mondadori “è tutta la casa editrice Mondadori”. Ebbene, da oggi Alberto Mondadori è tutto Sagittario.” (Le lettere sono contenute nel volume Sono un esploratore, mi piace navigare nel tempo: breve storia del Saggiatore dal 1958 a oggi / Alberto Cadioli Milano : Il Saggiatore, 1993).
Il Sagittario, nome ispirato al segno zodiacale del fondatore, che ritornerà sempre nell’emblema editoriale, verrà poi sostituito con Il Saggiatore, ma le finalità rimarranno le stesse: dar vita a una casa editrice, a un’esperienza che lasciasse esprimere tutta l’intelligenza, lo spirito vivace e innovativo, la generosità̀ umana e la tensione militante di Alberto Mondadori. Uno spirito che Il Saggiatore conserva e porta avanti tuttora.
Caro Sagittario, quale metafora più appropriata di questa: crediamo che da troppo tempo tu ti stia portando dentro un progetto e che sia arrivato il momento di realizzarlo. Vedrai: il sostegno e l’incoraggiamento arriveranno di conseguenza.

CAPRICORNO

Capacità di seduzione e caparbietà, mediazione e determinazione, disponibilità, comando e un certo snobismo sono tutti tratti che caratterizzano il segno del Capricorno e che si ritrovano nella figura di Giulio Einaudi, definito “il divo Giulio”, “il Principe” o addirittura “il Re Sole” dell’editoria italiana. Emerge, dall’esperienza della casa editrice, «la figura di un editore che è insieme primus inter pares democratico e conduttore determinato: capace di stimolare e provocare, comporre e ricomporre un agguerrito gruppo di interni ed esterni; capace di ascoltare “la tastiera” delle loro voci, e capace altresì di suonarla quella “tastiera”, “lui il pianista che solo conosce la musica”, come dirà uno dei suoi uomini più importanti e vero braccio destro, Giulio Bollati».
Giulio Einaudi ha costruito un vero e proprio “cervello collettivo”, dando vita a un’esperienza unica e irripetibile nella storia dell’editoria italiana. Scriverà Giaime Pintor nel 1941: “Questo giuoco di progetti [con Einaudi] mi eccita tantissimo. […] L’attività principale a Torino resta la scuola delle invenzioni e cioè la collaborazione con Einaudi”.
Caro Capricorno, ti consigliamo di scoprire o approfondire la figura di Giulio Einaudi: potrebbe ispirare nuovi progetti e spingerti a cercare nuove preziose collaborazioni.

Non sai da dove cominciare? Noi ti consigliamo questo video, in cui Giulio Einaudi racconta la propria casa editrice e questo approfondimento.

ACQUARIO

Caro Acquario, oggi vogliamo riscoprire con te una delle figure più affascinanti del secolo scorso: Gertrude Stein, scrittrice e poetessa statunitense, ma anche grande mecenate nella Parigi degli anni ’20.
Gertrude Stein nasce nel 1874 in una famiglia borghese ad Allegheny, Pennsylvania. A otto anni parla già tre lingue e comincia a scrivere. A 17 anni, quando la famiglia si trasferisce a San Francisco, si appassiona al teatro e all’opera. Nel 1893 entra al Radcliffe, college femminile collegato ad Harvard. Il suo professore preferito è il filosofo William James, a cui scriverà, il giorno dell’esame: «Caro professor James, sono spiacente, ma stamattina non sono dell’umore giusto per un esame di filosofia», ricevendo in cambio comprensione e il massimo dei voti.
Nove anni più tardi: Gertrude emigra a Parigi, conosce Alice Toklas, l’amore della sua vita, ma anche musa, editrice e critica, e si appassiona all’arte, mettendo insieme, con l’aiuto del fratello Leo, una delle prime collezione di arte cubista. La loro abitazione diventa presto il luogo di incontro di artisti e intellettuali, di quella che lei stessa avrebbe definito “la generazione perduta” (F.S. Fitzgerald, J. Steinbeck, T.S. Eliot, Dos Passos, Isadora Duncan, ma anche Picasso, Matisse, Braque e molti altri). Con la sua lungimiranza, la sua spiccata intelligenza e il suo forte – quanto stravagante – carattere, Gertrude Stein diventa un punto di riferimento per il mondo dell’arte e della cultura.
Prima che tu corra ad approfondire la figura di Gertrude Stein, caro Acquario, un solo consiglio: approfitta di questo periodo per esprimere tutta la tua forza e la tua unicità e diventare, così, un punto di riferimento per le persone che ti circondano.

PESCI

Tra tutti i segni, i Pesci sono quelli meno legati al senso della realtà, perché il loro vero habitat è il sogno, la fantasia. Arrivata a Parigi nel 1916 con l’intento di studiare letteratura francese, Sylvia Beach conosce quella che presto diventerà la sua compagna di vita: la libraia Adrienne Monnier, tra le prime donne a fondare una propria libreria in Francia. Sylvia incontra lì molti di quegli intellettuali, da Ezra Pound ad André Gide fino a Ernest Hemingway, che graviteranno poi intorno alla sua di libreria, l’iconica Shakespeare and Company, inaugurata il 19 novembre 1919. La censura contro la libertà d’espressione che in quegli anni regna in America farà la fortuna della libreria e della sua biblioteca itinerante, attirando celebri personaggi – Man Ray, F.S. Fitzgerald, Gertrude Stein per citarne alcuni – che contribuiranno a creare un’autentica colonia americana sulla Rive Gauche. Uno fra tutti è, però, il nome cui è legata la fama della libreria e della sua proprietaria: quello di James Joyce, perché Sylvia Beach, dopo aver conosciuto lo scrittore ad una festa, si propone – benché senza esperienza – come editore dell’Ulysses, che al tempo nessuno voleva pubblicare. Con un certo ritardo e molti sacrifici, soprattutto economici, il 2 febbraio 1922 la Shakespeare and Company pubblica il suo primo libro e Sylvia consegna a Joyce la prima copia dell’Ulysses. Oggi la Shakesperare and Company èprobabilmente la libreria più famosa del mondo. Cari Pesci, cosa vi vogliamo suggerire con questa storia? Di seguire il vostro istinto, anche a costo di sembrare un po’ folli.

Se vi siete appassionati alle vicende di Sylvia Beach e Gertrude Stein dovete recuperare Midnight in Paris, il film di Woody Allen che rende omaggio agli anni Venti e alla grande letteratura di quel periodo.
Qui trovate la puntata di Hollywood party dedicata al film.

 

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