Il libro-gioco tra editoria per l’infanzia e scienze cognitive

La giornata di studio prevede diversi incontri e momenti di dialogo con il pubblico. Dopo la presentazione dei relatori e del programma della giornata, è proposta l’esplorazione della grande quantità di libri-gioco esposti. In seguito i relatori sono chiamati a dialogare e relazionare sulle loro diverse esperienze professionali.

“Quando il sogno si deve incarnare… deve restare fresco come quando è stato sognato ma tangibile perché possa essere realizzato. Soltanto conoscendo gli strumenti (materiali, pesi, formati, pieghe e fustelle) che – attraverso le macchine – portano le idee a grandi e bambini, si riesce ad raggiungere l’obiettivo di realizzare un buon progetto con dei buoni contenuti che coinvolgano lo spirito giocoso attraverso le mani, gli occhi, le orecchie, il naso, pensiero”. Relatrice Emanuela Bussolati, progettista
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“Condividere la lettura coi piccoli è un’attività che ha un’influenza positiva sullo sviluppo intellettivo, linguistico, emotivo e relazionale dei bambini, con effetti significativi per tutta la vita adulta. I libri gioco sono una risorsa fondamentale per la formazione e la crescita dei lettori. Il bambino inizia a sperimentare i meccanismi narrativi, preparandosi ad affrontare strutture e narrazioni via via più complesse. Perché questa promessa si avveri è però necessario che i libri gioco siano ben costruiti e che abbiano determinate caratteristiche. Relatrice Beatrice Lacchia, bibliotecaria
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“Anche se vediamo spesso i libri come strumenti di narrazione, essi sono anzitutto oggetti per i nostri sensi e la nostra mente. Un ambiente con il quale interagire. I nostri sensi, le nostre capacità motorie e le altre abilità della nostra mente (nell’insieme le ‘funzioni cognitive’) sono la nostra interfaccia con l’ambiente circostante. Chi costruisce e fruisce dei libri utilizza in maniera spontanea alcuni meccanismi della percezione e dell’attenzione umana.” Relatore Francesco Pavani, professore universitario e ricercatore in Psicologia
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“Il leggere e il giocare si intreccino e si sovrappongano: analoghi i meccanismi psichici in funzione nei bambini impegnati in tali attività, analoghi gli intenti pedagogici che animano le proposte ludiche rivolte ai bambini. Le Toy library in questo senso mirano a essere  un luogo dove far dialogare la lettura, l’animazione, il teatro, la pittura; una piazza giocosa dove si incontrano e si intrecciano saperi e competenze differenti, a più dimensioni e in cui a scendere in campo è la fantasia.”
Relatrice Manuela Trinci, psicologa e psicoterapeuta infantile.

Introducono e coordinano Loredana Farina e Diletta Colombo.

L’iniziativa è proposta dall’Associazione Ts’ai Lun 105.

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