«Mio vivente amore di poesia». Lettere di Giuseppe Ungaretti a Bruna Bianco

Una selezione degli originali delle lettere inviate da Ungaretti a Bruna Bianco in mostra al Laboratorio Formentini per l’editoria. In mostra una ventina delle missive più significative scritte dal Poeta alla sua Musa con l’inconfondibile inchiostro verde, a partire dalla prima, quella del 14 settembre 1966 inviata dalla motonave Giulio Cesare che lo riportava in Italia dal Brasile. Una selezione ragionata con la quale si cercano di evidenziare i passaggi e i momenti più importanti di questo dialogo epistolare, fatto di lettere ma anche di altri materiali che, a corredo delle missive, Ungaretti inviava a Bruna: qualche ritaglio stampa con gli articoli sulle diverse attività nelle quali era impegnato, come quelli sulla sua partecipazione al festival di poesia di Londra nel luglio del ’67, ma anche fotografie. Tra queste in particolare vengono esposte quelle, antecedenti al carteggio, ma che Ungaretti inviò a Bruna con la missiva del 10 agosto 1967, segnalandole di aver “ritrovato vecchie fotografie, con Paulhan e Fautrier, a Tokio e a Kioto, e con Fautrier e altri al Cérisy”, sul verso di ognuna delle quali è presente la didascalia autografa del Poeta. Sempre tra i materiali allegati, viene esposto anche il dattiloscritto con note a mano di Per la musica di Marco, i versi dedicati al fratello di Bruna Bianco, datati gennaio-febbraio 1969, che nella edizione nella collana “I Meridiani” a cura di Leone Piccioni, hanno il titolo Soliloquio.

La lettere in mostra sono state selezionate tra le oltre 300 inviate da Ungaretti a Bruna Bianco tra il settembre 1967 e l’aprile 1969 depositate presso Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori nel 2015, che ha provveduto a riordinarle e che oltre a occuparsi della conservazione a lungo termine degli originali (condizionati in cartelline di carta non acida e conservati negli ambienti a norma con il resto del patrimonio documentario dell’ente) ha proceduto anche alla riproduzione digitale dell’intero carteggio. L’inventariazione è stata fatta grazie anche al contributo della Direzione generale archivi del Mibact e i materiali sono oggi consultabili presso la sala di studio di Fondazione in via Riccione 8 a Milano. www.fondazionemondadori.it

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