Poeti oltre la siepe: Zbigniew Herbert

Herbert a Cracovia ha studiato legge, a Varsavia ha combattuto nella resistenza clandestina contro gli invasori tedeschi. Per tutto il periodo dello stalinismo, fino al 1957, non riusciva a trovare un posto fisso di lavoro; come antidoto ha fondato con Trymand il partito dei liberal-matti, usando l’umorismo, e scrive non per successo ma per ciò per cui vale la pena vivere e per cui si può morire. Il suo verso libero è disadorno e semplice, in contrasto con la poesia retorica. Inventa un suo alter ego, il signor Cogito (come Monsieur Teste di Valery), consapevole che la poesia non può mutare radicalmente la vita, ma può rendere sensibili i lettori all’ingiustizia e alle umiliazioni inferte ai cittadini dal comunismo. Nel 1989 viene pubblicata una plaquette da Vanni Scheiviller, con l’introduzione di Maria Corti.

La serata è a cura di Tomaso Kemeny.

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