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Greatest Hits – Birth, pages, pages, pages, death

Benvenuti su LaLaLab, questa è Greatest Hits, la rubrica del martedì attraverso cui riscoprirete tutto il meglio degli eventi che abbiamo ospitato in questi anni.

Questa settimana ricordiamo una mostra inaugurata al Laboratorio un anno fa: “Birth, pages, pages, pages, death” (15 – 30 maggio 2019), che ha presentato per la prima volta una raccolta completa dei progetti editoriali di Le Dictateur.
Fondato nel 2006 per volontà di Federico Pepe e Pierpaolo Ferrari, il progetto editoriale Le Dictateur è diventato nel 2009 uno spazio espositivo non profit, nel 2012 un editore, Le Dictateur Press. Oggi è un ecosistema con tre parti: Art Magazine, Project Space e Press.
Negli anni ha proposto oggetti editoriali di ogni genere, giocando non solo con i concetti, ma anche con le tecniche di stampa, impaginazione e rilegatura, creando cortocircuiti e sovrapposizioni tra superficie e oggetto, pezzo unico e produzione seriale, arte grafica e pratica fotografica.

In mostra, riviste, libri, poster, cartoline, ma anche prototipi, prove, fasi di lavorazione, oggetti che hanno raccontato un percorso fatto di idee sperimentali ed esperimenti editoriali e il legame simbiotico tra intuizioni e materia, tra progetto e oggetto, ispirazione e scambio.

Paolo Ferrarini, curatore della mostra, ha spiegato: «Con questa nostra abbiamo cercato di mettere in evidenza gli aspetti più diversi che caratterizzano il lavoro di Le Dictateur. Non si tratta semplicemente di un progetto artistico, ma di un percorso di ricerca e sperimentazione costante. Cercando negli archivi, siamo riusciti a trovare molti materiali di produzione e abbiamo scelto di metterli in mostra. In questo modo anche chi non è esperto del settore potrà scoprire come viene realizzato un libro; allo stesso tempo, gli appassionati potranno vedere il dietro le quinte della creazione di opere straordinarie».

La vastissima produzione di Le Dictateur si basa sulla collaborazione: tutte le sue iniziative – riviste, performance, cataloghi, mostre, volumi, fascicoli,  poster – diventano la naturale documentazione di relazioni creative incrociate che ruotano attorno alle molteplici attività di Federico Pepe, che oggi guida Le Dictateur con il suo studio e con il supporto di Stefania Siani.

In occasione della mostra è stato presentato per la prima volta il libro “Birth, pages, pages, pages, death, un “libro impossibile” per due motivi: sembra impossibile da realizzare ed è impossibile da leggere. Stampato in soli 5 esemplari da Fontegrafica, questo libro d’artista si presenta come l’unione di due tomi, diversi per grafica e dimensioni, ma uniti dalle pagine.

Martedì 21 maggio si è tenuto anche un talk, durante il quale Paolo Ferrarini ha dialogato con Federico Pepe (Le Dictateur) e Corrado Musumeci (Fontegrafica) non solo sugli aspetti creativi ma anche su quelli tecnici dell’arte tipografica.

Per approfondire, vi consigliamo di leggere l’articolo di Vogue dedicato alla mostra e di visitare il sito de Le Dictateur.

Qui invece potete vedere alcune immagini della mostra.
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