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Booknotes – Un mondo raro

Benvenuti su LaLaLab, questa è Booknotes, la rubrica che abbiamo deciso di dedicare all’intreccio, non sempre svelato, che spesso esiste fra la musica e la letteratura.

La domanda è sempre la stessa: quanti brani musicali traggono ispirazione da opere letterarie – citandole, riadattandole, trasponendole – e quante di queste contengono al contrario citazioni musicali e suggestioni sonore?

All’indomani della finalissima del settantunesimo Festival di Sanremo, conclusosi lo scorso sabato con la vittoria dei Måneskin, tutti gongoliamo ancora in qualche strascico canoro, ci ritroviamo davanti a uno specchio a lavarci i denti canticchiando un ritornello, sfogliamo rapidamente le gallery di qualche giornale online per colmare i vuoti causati da un colpo di sonno improvviso sopraggiunto intorno all’una di notte per aggiornarci su tutti gli outfit che ci siamo persi.

Dopo la puntata di Stelle dell’editoria dedicata ai grandi successi delle passate edizioni, anche Booknotes riparte a suo modo dal Festival, o più precisamente da un progetto realizzato da uno dei ventisei concorrenti, Antonio Di Martino (in arte e noto ai fan semplicemente come Dimartino), questa volta in collaborazione con Fabrizio Cammarata.

Si tratta di un doppio progetto che vede coinvolti i due musicisti e cantautori siciliani non soltanto nella registrazione di un album musicale, ma anche nella scrittura di un libro biografico, entrambi dedicati a una delle icone messicane più note di sempre, la grande Chavela Vargas, colei che divenne «l’anima vibrante e disperata della mexicanidad», come si legge nella prefazione scritta da Pino Cacucci a Un mondo raro. Vita e incanto di Chavela Vargas.

Il libro edito da La Nave di Teseo ripercorre l’avventurosa, drammatica e appassionata vita della cantante ranchera, narrata attraverso le voci dei due cantautori, imbarcatisi in un altrettanto avventuroso viaggio verso Città del Messico.

Dunque un libro che parla di musica, scritto da musicisti, e che non può che vivere se non in stretta coesione con l’album omonimo Un mondo raro, registrato dalla casa discografica Picicca, dove Dimartino e Cammarata riscrivono in italiano e reinterpretano dieci grandi capolavori di Chavela Vargas. Un progetto elaborato, dove la musica di Chavela permea e intride tutte le parole, sia quelle scritte sulle pagine della biografia, sia quelle cantate dalle voci calde dei due artisti, accompagnate dagli accordi malinconici delle loro chitarre e da quelle dei Los Macorinos, storici chitarristi della Vargas, insieme ai quali Dimartino e Cammarata hanno registrato l’album proprio a Città del Messico.

Un progetto che, attraverso strumenti diversi, mette in scena la potenza di una figura che diviene emblema di un intero paese, nonostante María Isabel Anita Carmen de Jesús Vargas Lizano (questo il nome di battesimo di Chavela) fosse nata in Costa Rica; d’altronde, del Messico la Vargas diceva di amare tutto, la gente, l’accento, le leggende e il suo respiro da gigante dormiente, il suo destino e il suo disastro.

Un disastro che accompagna l’intera vita della chamana, dall’incontro con José Alfredo Giménez, giovane cantante di ballate rancheras, che la ascoltò per caso cantare in una taverna, passando per la Casa Azul di Frida Kahlo e Diego Rivera, al raggiungimento della fama nazionale e internazionale, ricadendo perennemente nel baratro dell’alcolismo, guardando in faccia la morte con la risata sorniona di chi, nonostante tutto, ama la vita.

«Sono passata attraverso l’inferno e ci sono passata cantando» sono le parole di Chavela che canta soprattutto di amori e disamori, di struggimento, e la sua musica e le sue incredibili interpretazioni dal vivo che trasudano emozione rivivono felicemente nell’omaggio di Dimartino e Cammarata.

“Libertà”, “surreale”, “rivoluzione”, “tequila”, quattro parole che, in questa breve clip rilasciata per Roma Europa Festival 2016, i due cantautori dedicano a Chavela Vargas, ricomponendo un ideale legame fra il suo Messico e la loro isola.

Un mondo raro diventa anche spettacolo teatrale nel nuovo progetto che vede la regia di Giuseppe Provinzano e la presenza in scena dei pupi siciliani, realizzati da Igor Scalisi Palminteri e manovrati dai due cantautori: un racconto poliedrico dove sullo sfondo la voce eterna di Chavela fa ridere e commuovere, e anche un po’ sognare.

Qui un assaggio con il trailer dello spettacolo.

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